Nefertari, la Grande Sposa Reale

Nefertari, la Grande Sposa Reale

21 Febbraio 2025 Off di Anna Maria Pierdomenico

Tra le donne che hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia egizia, Nefertari spicca per il suo ruolo di sposa del potente faraone Ramses II, ricordata come la Grande Sposa Reale. Ma chi era davvero questa figura carismatica, cui il faraone dedicò monumenti e poesie, e perché la sua memoria è stata tramandata con così grande riverenza?

Un’abile diplomatica

Nefertari, vissuta intorno al XIII secolo a.C., apparteneva probabilmente a una famiglia nobile dell’Alto Egitto. Non si sa molto delle sue origini, ma in Egitto la sua bellezza e intelligenza divennero proverbiali. Quando sposò Ramses fu eletta Grande Sposa Reale, un ruolo che andava ben oltre il mero titolo: Nefertari era consigliera, protettrice della dinastia e persino diplomatica.

In un’epoca in cui le donne del regno erano viste spesso come strumenti politici, Nefertari rivestì un ruolo attivo nella diplomazia del tempo. Alcune fonti suggeriscono che abbia intrattenuto rapporti con il popolo degli Ittiti, importanti per mantenere la stabilità nelle frontiere settentrionali e le testimonianze epigrafiche ci narrano di una donna estremamente rispettata.

Abu Simbel

Uno delle più celebri testimonianze del profondo legame con Ramses è lo splendido tempio ad Abu Simbel, in cui si trova un santuario scolpito nella roccia che il faraone dedicò a Nefertari e alla dea Hathor. Le pareti del tempio recano iscrizioni che celebrano la bellezza e l’intelligenza della regina, lodandola come “colei per cui splende il sole”.

Nefertari morì nel 25º anno di regno di Ramesse, all’età di circa 40 anni, probabilmente ad Abu Simbel e fu seppellita in QV66 nella Valle delle Regine. Nefertari fu, insieme alla regina Tiy, la sola grande sposa reale a essere deificata in vita.

La sua tomba è un capolavoro, con pareti ricoperte da vivaci affreschi che la ritraggono mentre attraversa il mondo ultraterreno sotto la protezione degli dèi. Anche il suo viaggio nell’Aldilà venne narrato in una forma poetica e solenne, come se persino la morte avesse avuto un rispetto speciale per Nefertari.

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